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///LA SALUTE DEL RUMINE OTTIMIZZA L’EFFICIENZA PROTEICA

LA SALUTE DEL RUMINE OTTIMIZZA L’EFFICIENZA PROTEICA

La caratteristica più singolare di una vacca da latte è sicuramente il rumine. Grazie ai microbi ruminali la bovina è in grado di convertire ciò che consuma nei nutrienti di cui ha bisogno, ricavando da essi valore nutritivo per produrre latte.

Quando si formula una razione, non va dimenticato che i microrganismi ruminali hanno delle esigenze nutrizionali da soddisfare. Essi sono i principali attori all’interno del rumine e offrono alla bovina numerosi vantaggi:

  • Forniscono energia alla bovina tramite la fermentazione dei carboidrati e la conversione in acidi grassi volatili.
  • Possono rendere le micotossine meno tossiche, riducendo il loro effetto sull’animale.
  • Aumentano la disponibilità di fosforo a causa della produzione endogena di fitasi.
  • Contribuiscono alla sintesi delle vitamine del gruppo B, riducendo la necessità di integrazioni rispetto agli animali monogastrici.
  • Possono convertire fonti di azoto non proteico (NPN) a basso costo, come l’urea, in proteina metabolizzabile (MP), a più elevato valore biologico, riducendo così i costi di integrazione proteica.

Questo fa sorgere la domanda: stiamo sfruttando al massimo questa funzionalità unica, in particolare quando si tratta di massimizzare l’efficienza proteica delle vacche da latte?

Il rumine è la chiave per massimizzare l’efficienza dell’azoto

In molti casi si tende ad alzare la quota proteica della razione per raggiungere livelli più elevati di produzione di latte, aumentando di conseguenza il costo di alimentazione.

L’aumento dell’integrazione proteica ha inoltre un impatto significativo sull’ambiente. All’aumentare dell’apporto proteico nella razione, infatti, aumenta anche la quantità di azoto che viene espulso tramite le urine dagli animali. Oggi, in funzione della crescente necessità di proteggere l’ambiente, ridurre la proteina ​​alimentare è lo strumento più efficiente per abbattere le emissioni azotate nelle aziende zootecniche.

Il modo migliore per massimizzare l’efficienza proteica è concentrarsi sull’alimentazione del rumine

Per iniziare a migliorare l’efficienza nutrizionale della dieta è necessario dare la priorità alla massimizzazione della resa proteica microbica nel rumine. Ciò si ottiene fornendo ai microbi ruminali fonti di energia ricche di amido fermentescibile, come Cornex Cortal (mais estruso), fibre solubili e NDF digeribile, bilanciandole con proteine ​​degradabili nel rumine. In secondo luogo, andrà corretto il deficit di proteina metabolizzabile rimanente, apportandola giusta quota di proteina non degradabile a livello ruminale. Ciò può essere garantito dall’inclusione nella dita di mangimi come Aminotxt Cortal (farina di estrazione di soia tostata ed estrusa) che, grazie a particolari processi tecnologici, sono in grado di apportare amminoacidi non degradabili e amminoacidi rumino-protetti (lisina e metionina).

Ottimizzare la nutrizione della mandria per migliorare l’efficienza del rumine, si ripercuote positivamente sia sulla reddittività che sulla sostenibilità’ dell’azienda zootecnica.

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2021-08-30T14:54:26+02:0018 Agosto 2021|Non categorizzato|