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L’importanza dei PUFA nella razione per vacche da latte

Nella prima fase della lattazione è piuttosto frequente riscontrare nelle bovine un ritardo della piena ripresa della fertilità, dovuto nella maggior parte dei casi alla carenza energetica che deriva dalla limitata ingestione di sostanza secca tipica di questo periodo. In questa fase è dunque necessario aumentare l’apporto totale di energia nella razione.

Aumentare la concentrazione energetica è possibile sia con l’uso di grassi protetti saponificati ed idrogenati ma anche con l’introduzione in razione di alcune fonti di grasso vegetale quali i semi oleosi:

  • lino;
  • soia;
  • girasole.

Questi alimenti contengono infatti buone quantità di PUFA (acidi grassi polinsaturi chiamati anche Vitamina F), in particolare acido linolenico (C18:3) o omega-3 nel lino, linoleico (C18:2) o omega-6 nella soia ed oleico (C18:1) nel girasole: questi acidi grassi vengono anche definiti essenziali in quanto l’animale non potendo sintetizzarli autonomamente deve necessariamente assumerli con la dieta. Oltre ad essere molto più digeribili dei grassi protetti, i grassi vegetali sono molto efficaci, studi sperimentali hanno evidenziato come semi oleosi con alto contenuto di acido oleico abbiano effetti positivi sulla produzione: mantenendo l’ingestione e la produzione di latte elevata o aumentandola nel periodo critico. Gli effetti sul grasso del latte sono i seguenti:

  • aumenta il tenore di grasso totale e cambia il profilo acidico del latte,
  • aumenta gli acidi grassi monoinsaturi,
  • diminuisce gli acidi grassi polinsaturi trans.

Gli acidi grassi polinsaturi a lunga catena risultano tossici per molti batteri ruminali tra cui Butyrivibrio che gioca un ruolo fondamentale nella sintesi del grasso nel latte.

In generale, l’aggiunta in modo bilanciato di fonti di PUFA alla razione del post-partum produce effetti positivi anche sui parametri di fertilità: oltre al maggior apporto energetico della razione, che può migliorare la condizione metabolica della bovina, i PUFA, ed in particolare il linolenico, riducono la sintesi di prostaglandine, sostanze ormonali responsabili della lisi fisiologica del corpo luteo. Il prolungamento della vita di questa struttura secretoria consente quindi un aumento della sopravvivenza embrionale nella prima fase di gravidanza. La somministrazione di PUFA alimentari aumenta inoltre la disponibilità di substrati per la sintesi di ormoni steroidei, grazie all’incremento del colesterolo ematico, e stimola lo sviluppo dei follicoli ovarici. La somministrazione di razioni ricche di PUFA porta anche all’aumento delle concentrazioni di omega-3, omega-6 e CLA nel latte: l’estrusione dei semi oleosi aumentano la disponibilità di PUFA per la bioidrogenazione e quindi la sintesi ruminale di CLA, mentre la tostatura ne aumenta la quota bypass, con assorbimento e passaggio dei PUFA inalterati nel sangue e quindi nel latte: parte di questi PUFA vengono convertiti a CLA a livello mammario. L’elevato contenuto di omega e CLA nel latte ne aumenta il valore dietetico-nutrizionale, grazie ai noti effetti benefici sul metabolismo lipidico umano e quindi sulla possibilità di prevenzione delle principali malattie cardiovascolari e dei tumori.

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2018-06-07T11:51:30+00:00 07 giugno 2018|Alimentazione|